lunedì 30 novembre 2009

Senza fretta nè paura

Tutto quello che so della vita è racchiuso ora. Nessuna premonizione, nessuna improvvisa dote di saggezza. Così maledettamente semplice. Tra le dita delle mani e la bocca in fiamme, scopro di essere profondamente tuo da sempre. Facciamo le fusa a prenderci cura di noi, abbigliati e nudi. Perchè l'intuizione non mente, rivela. Questo è il dono inaspettato da stringere, con orgoglio e rispetto. Baciami ancora, questa notte intera.

venerdì 20 novembre 2009

Tecnicismi

Nell'orto ad otto anni, scavo buche con la pinza e grido.
D'estate con i nonni, la sabbia e il vento, tengo gli occhi chiusi.
Pedalo con la mia bicicletta nuova di pacca e provo la discesa, ma cado.
Carnevale su di un palco, vestito da messicano suono la chitarra e perdo il sombrero, continuo.
Un tavolo da pingpong adattato per l'occasione, il forno caldo, le risate, ho mangiato troppo e allungo una crosta al cane.
Parigi d'inverno, un appartamento che scricchiola di fronte ai Giardini Luxemburg, noi senza un soldo.
Sputiamo acqua sulla stufa in montagna, le gocce corrono e svaniscono.
Cinque di mattino nel bosco, pioggia e sonno, urla e abbai.
Tre amici e un camper in una nuova città.
Se avrò tempo per ricordare sarà vita.  

martedì 17 novembre 2009

L'arte di piegare

Al novizio e al gretto parrebbe astruso intrecciarsi di vite, ma Nettuno che soffia contro, lo vedo appoggiarsi alle nuvole. Scrivo pace sulle tue ali e sulle mie, con fogli a pois per origami, mentre facciamo la tac del vento e scopriamo che in fondo siamo ancora candidi. Se l'arte di piegare il cuore è un dono a dio, festeggia e balla con me.

venerdì 13 novembre 2009

Passeggiando con te

Le piccole cose della vita arrivano in fretta, mosse dal vento. Ruotano come foglie d'autunno, rosse di sangue. La nostra solerzia le eccita, le fà ruotare in vorticosi giochi d'amore. Diventano così tante che è un piacere vederle scendere, poi si posano sul cappello e le scalzi. Nel crepitio delle piccole cose passate cammino piano, come se potessero farsi male o rivivere e appiccicarsi ancora sui tuoi vestiti. Quando mi fermo, scommetto sulle nuove che cadranno dal bosco e le attendo. Ancora un attimo e son via, che il cielo si mette d'abito lungo ed i cani mi chiamano, annoiati.

lunedì 9 novembre 2009

Accelleratore

Acceleratore dei suoi percorsi, così mi ha definito, io che sono pigro dalla nascita, due settimane anche per uscire dall'utero, io che ho un carapace sulla schiena e a muovermi mi serve una vita intera. Buffo che forse sia un gesto delicato per definirmi esigente rompicoglioni, cioè quello che esattamente sono. Buffo che sia esattamente quello che non avrei voluto farle ma quello che vorrei ricevere: una bella fottuta spinta. Un ceffone per  Dio, datemele di santa ragione! Giusto l'altra sera al concerto speravo in un pogo sorpresa con qualcuno che mi cogliesse sbilanciato col corpo e impreparato, qualcuno che mi facesse godere con un volo spaccaossa. Voglio quell'amore lì. Eppure dubito che l'amore sia una fottuta spinta acceleratrice. Dubito di me, temo di non amare la velocità del volo ma il dolore della caduta. Un dono per me che non meritavi. Perdonatemi entrambi.