E' usanza per le spose turche scagliare un frutto per terra e si dice che queste avranno tanti figli quanti sono i chicchi usciti dal frutto spaccato
lunedì 20 ottobre 2008
Rosa gialla
Perdimi nella trama del tuo cappotto di lana, portami in Nuova Zelanda a vendere rose per strada che quà c'è freddo e il dottore lo sa e mi controlla. Mentre io mi astengo da ogni cibo e dalla canottiera per te, tu bevi e fumi anche per me e parli così bene che il fascino mi sale alla testa e mi anestetizza le labbra, così tu puoi morderle anche senza impeparle. Dentro e Fuori da questa città provinciale guardiamo pulire per terra, ce l'hanno gettata addosso ma almeno spolverano ora, ci tocca pulirci uguale col tergicristalli a vicenda che è meglio della macchina a raggi x e dell'ecografia e mi piace. Ho fatto la schiuma nel tè marocchino e sarai stata tu che le bustine di zucchero di canna non le ho usate tanto eri dolce, poi scopro che ti fai scrupoli nell'usare i superpoteri e ti capisco visto che di cabine telefoniche dove cambiarti d'abito ne son rimaste ben poche, ma t'immagino sexy nella tutina blu attillata mentre mi salvi la vita e ti bacio giusto sui titoli di coda che scorrono. Mi dici salutami il cane nero ed io ti piace il mio cane nero e tu sì senza pensarci, così ti lecco la faccia come farebbe il cane nero e scodinzolo tutta notte pensando a quanto già ti prendi cura di me. La luna è calante ma ululo che magari mi senti anche lì.
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